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Nato il 31 gennaio 1933 a Corleone, da sempre "Binnu 'u tratturi"
è stato uno dei capi più misteriosi di Cosa Nostra,
per la mancanza di notizie certe sul suo conto.
Insieme all'amico Totò Riina, iniziò la carriera
criminale nella banda di Luciano Liggio, che espresse nei suoi
riguardi un famoso e lapidario commento: " Provenzano spara
come un Dio, peccato che abbia il cervello di una gallina ".
Fu uno dei protagonisti indiscussi della guerra alle cosche palermitane
negli anni Ottanta. Al suo attivo tre ergastoli e altri procedimenti
in corso e una latitanza di oltre quarant'anni. Per molto tempo
è stato considerato solo un killer senza scrupoli, ma nel
corso degli anni gli investigatori hanno individuato in lui una
delle menti organizzatrici del riciclaggio del denaro sporco.
Alcuni collaboratori infatti hanno affermato che Provenzano è
il boss che controlla gli appalti e tiene i contatti con il mondo
politico. Alla fine del 1992, la sua famiglia tornò a vivere
a Corleone. Ipotesi investigative hanno accreditato Provenzano
ed Aglieri come i garanti della pax mafiosa tra le cosche palermitane
e i corleonesi.
CATTURATO IN DATA 11/4/2006 IN UN CASCINALE NELLA CAMPAGNA DI
CORLEONE |